a Rainay – lettera del 30 marzo 2014

Associazione UnicoSole – Onlus

Seriate, 30 marzo 2014 

Al presidente dell’Associazione RAINAY

Lot 142 G/3504 Ankofafa

Fianarantsoa

Grazie anche delle ricevute dei bonifici che ci avete inviato.Grazie della vostra lettera del 14 marzo 2014 che ci avete inviato da Angelo, Fabio, Enrico, Antonio e Mirco. 

Alcune risposte alle questioni da voi poste e alcune altre indicazioni. 

Per quanto riguarda i ragazzi bocciati, qualsiasi sia l’anno frequentato, la nostra posizione non è mutata: non è possibile riammettere i ragazzi se non superano l’esame. I ragazzi sono alla casa famiglia per studiare e devono fare questo durante tutto l’anno, se non lo hanno fatto, non possono ritornare e togliere il posto ad un altro ragazzo. A tal proposito sottolineo che non ci avete mai dato una risposta sulla sottoscrizione dell’impegno da parte dei ragazzi a raggiungere una determinata votazione.

Vi ricordo che fino a questo momento non ci avete ancora inviato alcuna informazione sui risultati conseguiti dai ragazzi nel primo periodo scolastico. E’ per noi molto importante averli.

Vorremmo inoltre conoscere quale sia la situazione di Narida, se ha potuto fare progressi frequentando la scuola, se è soddisfatta, ecc. 

Per quanto riguarda l’uso del computer siamo sicuramente d’accordo sulla sua utilità per i ragazzi della casa famiglia. Durante il nostro accesso di luglio vedremo cosa si può fare. 

Apprendiamo che la situazione nelle università non si è ancora normalizzata, rimaniamo in attesa di notizie in merito. Vorremmo concedere il sostegno valutando meglio le situazioni. Vi invieremo un documento specifico nel quale indicheremo le regole da seguire e le informazioni che ci dovrete fornire. 

Per quanto riguarda il ragazzo che studia medicina, specializzazione in dentistica, a Mahajanga, ribadiamo la nostra posizione, non è per noi possibile dare alcun ulteriore contributo. Ci fa piacere sapere che continua gli studi con profitto e gli rinnoviamo i nostri complimenti e auguri per il suo futuro ma non possiamo assumerlo a nostro carico. 

Per quanto riguarda i progetti per il 2014 che ci erano stati consegnati durante il nostro soggiorno in Madagascar a luglio dello scorso anno, e cioè

  • Sostituzione delle imposte alle finestre della casa famiglia
  • Costruzione di una scuola elementare a Ambatonaorina
  • Costruzione di un acquedotto per il nuovo liceo di Tsarasoatra
  • Costruzione di nuovi edifici, con il metodo tradizionale, per i ragazzi del liceo di Tsarafidy.

L’assemblea ha deciso di non finanziare per il momento, visto anche le scarse disponibilità finanziarie,

  • la costruzione di una scuola elementare a Ambatonaorina
  • la costruzione di un acquedotto per il nuovo liceo di Tsarasoatra. 

Per quanto riguarda la sostituzione delle imposte alla casa famiglia di Fianarantsoa l’assemblea è d’accordo; non avendo però al momento la disponibilità finanziaria, si rinvia per il momento l’inizio dei lavori che potranno partire non appena avremo la disponibilità sufficiente. Pensiamo anche che per il prossimo anno scolastico l’allevamento di Ihosy dovrebbe essere in grado di riprendere gli aiuti alla casa famiglia e questo ci consentirà di utilizzare le nostre disponibilità per la manutenzione straordinaria della casa.

Per quanto riguarda la costruzione degli edifici scolastici per il liceo di Tsarafidy, i soci si sono espressi in modo favorevole alla costruzione con il metodo tradizionale. L’assemblea ha preso visione ed esaminato anche il progetto in cemento armato, apprezzandolo. Ma, considerata la scuola già esistente e tenuto conto delle disponibilità del momento, la scelta è stata per la costruzione con il metodo tradizionale, più economico e coerente con l’edificio già esistente.

E’ necessario che ci facciate avere al più presto il progetto aggiornato e il preventivo di spesa, con l’indicazione della quota e/o delle attività che saranno a carico della comunità, per consentirci di stabilire con esattezza i costi che dobbiamo sostenere.

Sarà nostro impegno inviare il bonifico con l’importo indispensabile per iniziare i lavori, non appena avremo ricevuto la documentazione.

Abbiamo visto dalle fotografie che i lavori per il pozzo di Ihosy sono completati, ci farebbe piacere avere anche le vostre considerazioni in merito. 

Grazie per la vostra collaborazione.

Un carissimo saluto da parte mia e da tutti i membri del consiglio direttivo e dai soci dell’associazione UnicoSole-onlus. 

Elide Longa

 

Association UnicoSole – onlus

Seriate, 30 mars 2014

A monsieur le président de l’Association RAINAY
Lot 142 G/3504 Ankofafa
Fianarantsoa

Nous vous remercions de votre lettre du 14 Mars 2014 que vous nous avez envoyé par Angelo, Fabio, Enrico, Antonio et Mirco.

Merci également pour les reçu des virements.
Quelques réponses aux questions posées par vous et d’autres indications .

Pour les garçons rejetés, quelle que soit l’année, notre position n’a pas changé: il n’est pas possible de réadmettre les garçons si ils ne passent pas leur examen. Les garçons sont à la maison pour l’étude et ils doivent le faire tout au long de l’année, s’ils ne l’ont pas fait, ils ne peuvent pas revenir et retirer la place à un autre garçon.

À cet égard, je souligne aussi que vous nous avez jamais donné une réponse sur la signature de l’ engagement par les enfants d’atteindre un certain note .
Je vous rappelle que jusqu’à présent, nous n’avons pas encore reçu de renseignements sur les résultats obtenus par les élèves dans la première partie de l’année scolaire. Il est très important pour nous de les avoir.
Nous aimerions aussi savoir la situation de Narida, s’elle a pu faire des progrès en allant à l’école, si elle est satisfaite, etc.

En ce qui concerne l’utilisation des ordinateurs nous sommes vraiment d’accord sur son utilité pour les garçons de la maison familiale. Au cours de notre accès de Juillet, nous verrons ce que nous pouvons faire.

Nous apprenons que la situation dans les universités n’a pas encore revenue à la normalité, nous attendons des nouvelles à ce sujet.

Nous tenons à accorder un soutien après avoir mieux évalué les situations. Nous vous envoyerons un document qui indiquera les règles spécifiques à suivre et les informations que vous nous devrez fournir..

Pour le garçon qui étudie la médecine, spécialisation en chirurgie dentaire, à Mahajanga, nous réitérons notre position, il n’est pas possible pour nous de faire une contribution supplémentaire. Nous sommes heureux de savoir qu’il poursuit ses études avec profit et renouvelons nos félicitations et nos meilleurs vœux pour son avenir, mais nous ne pouvons pas le prendre à notre charge.

En ce qui concerne les projets pour 2014 qui ont été livrés au cours de notre séjour à Madagascar en Juillet de l’année dernière, et qui sont 

  • Remplacement des fenêtres de la maison familiale
  • Construction d’une école primaire à Ambatonaorina
  • Construction d’un aqueduc pour la nouvelle école secondaire de Tsarasoatra
  • Construction de nouveaux bâtiments, avec la méthode traditionnelle , pour les lycé à Tsarafidy .

L’Assemblée a décidé de ne pas financer, pour le moment

  • La construction d’une école élémentaire à Ambatonaorina
  • La construction d’un aqueduc pour la nouvelle école secondaire Tsarasoatra.

En ce qui concerne le remplacement des fenêtres à la maison de la famille de Fianarantsoa les membres sont d’accord, mais pour le moment nous n’avons pas les ressources financières disponibles. Le  début des travaux sera dès que nous aurons la disponibilité suffisante. Nous pensons également que pour la prochaine année scolaire l’élevage de Ihosy devrait reprendre son aide à la maison familiale et cela va nous permettre d’utiliser notre disponibilité pour l’entretien de la maison .

En ce qui concerne la construction des bâtiments scolaires à Tsarafidy pour les élèves du lycée on a décidé favorablement à la construction, à la méthode traditionnelle. Pendant la réunion on a également lu et examiné le devis avec béton armé que vous avez envoyè ; tout le monde l’a apprécié. Mais, compte tenu de l’ école existante et de la disponibilité financière du moment, la choix était pour le bâtiment avec la méthode traditionnelle, moins cher et compatible avec le bâtiment existant.

Il faut que vous  nous envoyez le projet et le devis mise à jour pour l’estimation des coûts, avec une indication de la proportion et/ou des activités qui seront pris en charge par la communauté, pour nous permettre de déterminer avec précision les coûts engagés .
Nous ferons un remise d’argent à la quantité nécessaire pour commencer à travailler dès que nous recevrons la documentation .

Nous avons vu des photos que les travaux du puits d’Ihosy sont terminées, nous aimerions avoir votre opinion sur la question .

Nous vous remercions de votre coopération .

Cordiales salutations de moi et de tous les membres du bureau et des membres de l’association UnicoSole.

Elide Longa

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Convocazione del Consiglio direttivo del 4 aprile 2014

Come concordato domenica 23 marzo 2014 in occasione dell’assemblea, la riunione del consiglio direttivo, come sempre aperta a soci e sostenitori, è convocata per venerdì 4 aprile 2014, alle ore 20.20, presso la sede di Via Roccolo 39, Seriate, con il seguente ordine del giorno

1 – lettura e approvazione del verbale della precedente riunione

2 – accettazione iscrizione eventuali nuovi soci

3 – relazione sulla cena organizzata da Equo solidale – Carcadè di Casazza  il 15 marzo 2014

4 – viaggi a Medjugorjie

5 – progetti approvati dall’assemblea, comunicazione alle associazioni malgasce

6 – pranzo sociale del 9 giugno, definizione

7 – situazione finanziaria

8 – sottoscrizione a premi

9 – viaggi luglio 2014

10 – varie ed eventuali.

Un cordiale saluto a tutti

Elide Longa

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da Padre Giangi – mail del 26 marzo 2014

Da: Giovanni Colombi (giangi.colombi@gmail.com)                     26 marzo 2014

A: unicosole@googlegroups.com

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              vi spero sempre bene come lo è pure per me. Vi invio le foto della costruzione del bacino dell’acqua potabile a Ihosy che mi hanno inviato quest’oggi. I lavori termineranno domani e dalla prossima settimana potrà essere utilizzato. La pompa e le tubazioni di distribuzione erano state installate due settimane fa dal gruppo di soci che erano stati in Madagascar. L’acqua finalmente potabile servirà tutte le persone che lavorano nei due allevamenti, attualmente circa un centinaio assieme a tutti i muratori e sarà utilizzata per dare da bere alle galline, attualmente 12.000 fra i due allevamenti, evitando l’aggiunta di medicinali per potabilizzare l’acqua. Grazie di cuore a tutti voi che in svariati modi avete collaborato per finanziare questo prezioso bene che è l’acqua potabile. Altri progetti ci attendono e la quaresima ci interpella ogni giorno alla condivisione e solidarietà con chi sta molto peggio di noi. Sulla vostra agenda annotate la festa dell’associazione programmata per la domenica 8 giugno a Grumello del Monte (Bergamo), per poter invitare parenti amici e conoscenti. Un affettuoso saluto e abbraccio

Giangi

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La lingua, i proverbi

La lingua ufficiale del Madagascar è il malgascio, ma in ogni regione le tribù usano forme dialettali che differiscono in modo sostanziale l’una dall’altra. L’ortografia prende una struttura ufficiale solo nel XIX secolo per iniziativa del Re Radama I.

 Il francese è la seconda lingua che viene insegnata a scuola.

La struttura della lingua malgascia è malese, mentre il lessico è per il 55% malese, per il 40% deriva dal sanscrito e per il 5% da arabo-swahili-inglese-francese-latino-greco-ebraico.

La lingua corrente si esprime ancora oggi con metafore. Per esempio : il cielo : il tetto di Dio – la collina : il bambino della montagna – il sole : l’occhio del giorno, e così via… quindi i malgasci ancora oggi amano esprimersi anche con gli stranieri mai in modo diretto ma girando intorno all’argomento. 

L’amore è come una pianta di riso; trapiantato, cresce altrove” 

Ciò che l’occhio ha visto, il cuore non dimentica 

Chi non compra un coperchio per la pentola mangerà riso cotto male

I bambini degli altri fanno arricciare il naso

Stremato dal proprio lavoro come un venditore d’acqua in mezzo alla pioggia.

Coloro che sono uniti sono roccia, coloro che sono divisi sono sabbia

Non c’è niente di così duro che possa resistere alla forza dello zelo

Niente è impossibile per un cuore coraggioso

È lo spirito che fa l’uomo

La dolcezza è avvolta nell’amarezza

Non pensare che la valle sia così solitaria, Dio è sulla testa di tutti

Se hai solo un dente…sorridi almeno con quello

Gli occhi che amano non si vergognano di guardare.

Pungi prima il tuo cuore e poi quello degli altri,perchè se sai cosa ti fa male saprai anche ciò che fa male agli altri

Le parole sono come uova quando si dischiudono  hanno le ali

Quando si scompare, resta solo ciò che é stato dato

Aver fretta non vuol dire correre 

Quando si è in tanti ad attraversare il fiume non si è divorati dai caimani

Chi vive vede molto…chi viaggia vede di più

Il dolore è come un tesoro; lo si mostra solo agli amici 

Non c’è notte che non finisca mai 

 

“Aza ataonao fitia ranon-tambo:
be fihavy, ka mora ritra.
Fa ataovy tahaka ny rano am-pasika:
tsy nampizina hisy, ka nahazoana.”
(ohabolana malagasy)

Che il vostro amore
non sia come l’acqua di un torrente:
scende in grande abbondanza
ma ben presto sparisce.
Sia invece come l’acqua
nascosta nella sabbia:
non ti aspetti ci sia,

ma se ne può sempre attingere.” 

Ni soa atao tsangam-bototsy hazo heidinoina  Il bene che si fa è un monumento che i posteri non possono dimenticare
Tsy ny varotra notaloha, fa my fihavanana Non è il commercio che esistè prima, ma l’amicizia
Izay maharitra, vadin’ny andriana; izay tsi maharitra, vadin’i koto kely. Chi ha pazienza e sa attendere, sarà sposo/a di un nobile, mentre chi non ha pazienza sarà sposo/a del primo povero diavolo che incontra

*”Sette strade partono dall’albero della vita.*

*La prima non è la strada dell’uomo,*

*la seconda non è mai stata tracciata,*

*la terza si perde fra le nebbie delle paludi,*

*la quarta è del tutto vietata,*

*la quinta non porta da nessuna parte,*

*la sesta forse inizia ma non finisce,*

*e la settima nessuno sa se esista.*

*Eppure, figlio, ti dico:*

*se sei un uomo, prendi il bastone e parti”* 

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Breve storia del Madagascar

1°-5° sec.: navigatori malesi e polinesiani giungono sull’isola.

8° sec.: gruppi bantu arrivano dal continente

10°-11° sec.: insediamenti commerciali arabi.

16° sec.: commercianti dalle Comore stabiliscono porti nel nord dell’isola, distrutti dai portoghesi nel 1506-7.

A partire dal 16° sec., si formano le prime monarchie sakalava e betsileo.

17° sec.: regno di Merina nella parte orientale dell’altopiano centrale.

18° sec.: re Andrianampoinimerina crea la capitale ad Antananarivo e inizia il processo di unificazione; il figlio Radama I lo completa e, nel 1824, diventa il primo sovrano del Madagascar.

1890: protettorato francese; un tentativo di resistenza delle regina Ranavalona III è stroncato dalle truppe francesi.

1910-20: cresce il nazionalismo; rivolte contro il regime di semi-schiavitù.

1946: l’isola diventa territorio d’oltremare francese.

1947: i francesi reprimono una ribellione armata nell’est (migliaia i morti). 1958: la popolazione vota per l’autonomia.

1960, 26 giugno: l’isola è indipendente; il Partito social-democratico (Psd) vince le elezioni e Philibert Tsiranana è presidente. 1965: rielezione di Tsiranana.

1972: gravi disordini; Tsiranana si dimette e consegna i poteri al gen. Gabriel Ramanantsoa; ridotti i legami con la Francia e favoriti i rapporti con l’Unione Sovietica.

1975, giugno: dopo un colpo di stato, il Direttorio militare nomina il capitano di fregata Didier Ratsiraka primo ministro; dicembre: un referendum rinomina il paese Repubblica democratica del Madagascar ed “elegge” Ratsiraka a presidente per 7 anni (95% dei voti, secondo le fonti ufficiali); i partiti popolari si riuniscono nel Fronte nazionale della rivoluzione e l’Arema (Avanguardia della rivoluzione malgascia) diventa la forza più importante del fronte.

1976: Ratsiraka nazionalizza ampi settori dell’economia; cresce il controllo statale sull’economia, fino al 1985, quando Ratsiraka promuove un’economia di mercato.

1977: Désiré Rakotoarijaona è primo ministro.

1982: Ratsiraka rieletto.

1988: il colonnello Victor Ramahatra è primo ministro.

1989: l’Arema vince le elezioni e Ratsiraka ottiene un terzo mandato.

1990: restaurato il multipartitismo; esponenti dell’opposizione sono membri del governo.

1991: manifestazioni di piazza (decine di morti); stato di emergenza; governo di transizione; il primo ministro Guy Razanamasy apre all’opposizione e forma un governo di unità nazionale.

1992: dopo numerose manifestazioni, Ratsiraka introduce riforme democratiche; una nuova costituzione è approvata da un referendum.

1993: Albert Zafy è eletto presidente.

1994: misure di austerità, suggerite dal Fondo monetario internazionale.

1996: il governo di Zafy è “sfiduciato” dall’assemblea nazionale e si dimette; Ratsiraka è eletto presidente.

2000, dicembre: alle elezioni provinciali, l’Arema conquista quasi tutte le principali città, eccetto Antananarivo (70% degli aventi diritto al voto si astengono per un boicottaggio chiesto dall’opposizione); dicembre: dopo l’arresto di un parlamentare, Jean-Eugene Voninahitsy, per aver insultato il presidente ed emesso un assegno a vuoto, l’opposizione crea una Unità di crisi per la difesa della democrazia.

2001, maggio: il senato è ripristinato dopo 29 anni; dicembre: dopo il primo turno delle elezioni presidenziali, il candidato dell’opposizione, Marc Ravalomanana, si dichiara vincitore e dice che non c’è bisogno di un secondo turno.

 2002, gennaio: sciopero generale e manifestazioni contro la presunta manipolazione dei voti; febbraio: Ravalomanana si autoproclama presidente; Ratsiraka proclama la legge marziale ad Antananarivo e, con i suoi ministri, si trasferisce a Toamasina; marzo, Ravalomanana si proclama comandante in capo delle forze armate; aprile, l’Alta corte costituzionale riconosce Ravalomanana presidente; maggio: Ratsiraka tenta di assediare Antananarivo, ma è sconfitto; giugno: Usa, Australia, Giappone, Germania e Francia riconoscono Ravalomanana; luglio: Ratsiraka fugge in esilio in Francia; dicembre: il partito di Ravalomanana, “Io amo il Magadascar” (Tim), vince le elezioni parlamentari.

2003, agosto: Ratsiraka è condannato in contumacia a 10 anni di lavori forzati; dicembre: l’ex primo ministro, Tantely Andrianarivo, è condannato a 12 anni di lavori forzati per abuso d’ufficio.

2004, ottobre: la Banca mondiale cancella metà del debito estero del paese (circa 2 miliardi di dollari).

2005, marzo: aiuti economici dagli Usa.

2006, maggio: i principali partiti dell’opposizione boicottano colloqui con il presidente, mirati a diminuire la tensione che sta montando in viste delle presidenziali di fine anno; dicembre: le autorità dichiarano Ravalomanana vincitore delle elezioni presidenziali.

2007, aprile: un referendum approva riforme costituzionali che danno maggiori poteri al presidente e fa dell’inglese la lingua ufficiale; luglio: Ravalomanana scioglie il parlamento; settembre, il partito “Tim” del presidente ottiene 106 su 127 seggi nelle elezioni parlamentari; è inaugurata una miniera di nichel-cobalto a Tamatave (stimata la più grande del mondo; un progetto di 3,3 miliardi di dollari).

2008, febbraio-marzo: il ciclone “Ivan” uccide 93 persone e lascia 335mila persone senza casa; marzo: inizia la produzione di greggio (concesse dal governo 19 licenze per trivellazioni off-shore).

2009, gennaio-febbraio: disordini ad Antananarivo, innescati dai sostenitori del 34enne sindaco della capitale, Andry Rajoelina, esponente dell’opposizione; 135 i morti; il 17 marzo, Ravalomanana si dimette, affidando i poteri a un direttorio militare, che nomina Rajoelina presidente ad interim, con il mandato di indire le elezioni entro due anni; il giorno seguente, l’Alta corte costituzionale convalida la nomina; giugno: il deposto presidente Ravalomanana – in esilio in Sudafrica – viene processato in contumacia e condannato a 4 anni di carcere; agosto: colloqui a Maputo (Mozambico) con intermediari internazionali per tentare di creare un governo di coalizione; dicembre: falliscono i colloqui e Rajoelina abbandona l’idea di un governo di coalizione con una condivisione di poteri.

2010, febbraio: il presidente pospone le elezioni a maggio; marzo: l’Unione africana impone sanzioni contro Rajoelina e il suo governo; maggio: Rajoelina stabilisce le date del referendum costituzionale (agosto), elezioni parlamentari (settembre) e presidenziali (dicembre); giugno: l’Unione europea sospende agli aiuti per mancanza di progresso verso la democrazia; agosto: l’ex presidente Ravalomanana, in esilio in Sudafrica, è condannato all’ergastolo per aver ordinato l’uccisione di oppositori; novembre: un referendum approva la nuova costituzione che consente a Rajoelina, che non ha l’età richiesta, di candidarsi alla presidenza.

2011, settembre: 8 partiti politici firmano un patto di intesa che apre la strada a nuove elezioni entro un anno; l’accordo lascia Rajoelina a capo dell’autorità di transizione fino a marzo 2012 (data fissata per le elezioni) e consente il ritorno dall’esilio di Ravalomanana, novembre: presentato un nuovo governo di unità nazionale, e le opposizioni accettano di farne parte “con riserva”; l’ex presidente Ratsiraka torna in patria dopo 9 anni di esilio; novembre: viene formato un governo di unità nazionale che deve portare il paese al voto.

2012, gennaio: Ravalomanana tenta di tornare in patria, ma il suo aereo è costretto a tornare in Sudafrica;

febbraio: si vota una legge che istituisce la Commissione elettorale nazionale indipendente della transizione (Cenit);

maggio: Rajoelina dichiara di sperare che le elezioni «possano aver luogo al più presto»; il voto, politico e presidenziale, scivola maggio-giugno 2013;

22 luglio: l’esercito interviene per sedare un ammutinamento nella caserma di Ivato, presso l’aeroporto della capitale, uccidendo il caporale Koto Mainty, leader della rivolta, e un soldato; 24-25 luglio: sotto gli auspici della Comunità di sviluppo dell’Africa Australe (Sadc), Rajoelina e l’ex presidente Ravalomanana s’incontrano alle Seicelle per discutere, a porte chiuse, alla presenza del presidente sudafricano Jacob Zuma, ma il vertice si conclude con un nulla di fatto; la Sadc ha dato ai due leader tempo fino alla fine di luglio per raggiungere un accordo, ma si dà per scontato che l’amministrazione Rajoelina non è disposta a rinunciare al potere;

agosto: la commissione elettorale annuncia che il primo turno delle elezioni presidenziali avverrà l’8 maggio 2013, mentre il secondo turno coinciderà con le elezioni parlamentari il 23 luglio 2013.

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Beata Vittoria Rasoamanarivo Vedova e principessa del Madagascar

La beata Vittoria Rasoamanarivo, nacque nel 1848 a Tananarive nella grande Isola del Madagascar, appartenente ad una delle più potenti famiglie degli Hovas; suo nonno materno, fu primo ministro per oltre venti anni della regina Ranavalona (1832-1852) e lei era sorella di Rainilaiarivony, il quale ricoprì la stessa carica per più di 30 anni dal 1864 al 1895.
Secondo le usanze del paese, fu adottata dal fratello maggiore del padre, del quale si sa ben poco, né quando morì; lo zio Rainimaharavo era comandante generale dell’esercito malgascio.
Rasoamanarivo (questo il suo nome originario) crebbe ricevendo, specie dalla madre, una ottima educazione morale e seguì in gioventù la religione idolatrica dei suoi antenati. Ma quando nel Madagascar giunsero alcuni missionari gesuiti francesi, che si stabilirono a Tananarive, seguiti in breve dalle Suore della Congregazione di S. Giuseppe di Cluny, Rasoamanarivo fu tra le prime ragazze ad essere iscritta nella loro scuola, aperta dalla Missione.
L’esempio di vita santa e piena di sacrifici dei padri e delle suore, la colpì profondamente e dopo aver appreso l’insegnamento della religione cattolica, sebbene tredicenne, chiese di essere ricevuta nella Chiesa; venne battezzata il 1° novembre 1863 con il nome di Vittoria, quasi a presagio delle dure lotte che avrebbe dovuto sostenere.
Il Madagascar a quell’epoca subiva l’influenza coloniale della Francia, questo provocava scontento e tumulti, quando
il re Radama II, ritenuto troppo amico della Francia, fu allontanato, si scatenò una persecuzione più o meno aperta contro la Missione cattolica, che a causa della nazionalità francese dei missionari, fu ritenuta affine agli interessi coloniali della Francia.
Vittoria dovette subire le insistenze del suo padre adottivo, che cercava di convincerla a lasciare la fede cattolica e ritornare agli dei pagani, al massimo di abbracciare la fede anglicana, che a quel tempo era ben radicata nel Madagascar, fra l’altro appoggiata dal nuovo governo per motivi politici.
Ma lei non cedette né con le minacce, né con le sofferenze inflittale, finché i familiari desistettero dalle pressioni. I missionari, di fronte a questa situazione, sconsigliarono Vittoria di insistere nel suo desiderio di consacrarsi interamente a Dio, ritenendo più opportuno che continuasse nell’ambito della famiglia e della corte reale, a svolgere il suo apostolato.
Secondo le usanze allora vigenti nel Madagascar, Vittoria fu data in sposa ad un giovane alto ufficiale dell’esercito e figlio del primo ministro, il suo nome era Radriaka, Vittoria volle che le nozze venissero celebrate il 13 maggio 1864,
alla presenza di un sacerdote cattolico.
La vita matrimoniale non fu felice, il marito era un uomo dissoluto, schiavo dell’alcool e delle passioni, dava così grande scandalo che i suoi stessi genitori consigliarono a Vittoria di divorziare; ma lei conscia dell’indissolubilità e santità del matrimonio e certa dello scandalo che ne sarebbe derivato nell’opinione pubblica, se una principessa cattolica avesse divorziato, decise di sopportare tutto rimanendogli fedele fino alla morte di lui, avvenuta per i suoi vizi nel 1887.
Nel tempo, acquistò agli occhi della corte e di tutto il popolo, una stima incondizionata, ammirata per la sua vita cristiana esemplare; fu per questa generale autorità morale conquistatosi, che divenne il provvidenziale sostegno della Chiesa Cattolica in Madagascar; quando il 25 maggio 1883 scoppiò una nuova persecuzione, dopo che erano stati espulsi tutti i missionari francesi, e i fedeli cattolici vennero accusati come traditori delle usanze dell’Isola e quindi della loro patria.
Vittoria continuò a professare la sua fede apertamente, si fece protettrice della Chiesa difendendola continuamente presso la regina e il potente Primo Ministro, insistendo che le chiese e le scuole cattoliche, rimanessero aperte, incoraggiava i cattolici con
messaggeri o recandosi personalmente nei villaggi vicini.
Divenne secondo l’espressione malgascia: “Padre e Madre” dei fedeli e la colonna della Chiesa, che era privata in quel tempo dei suoi pastori; così quando nel 1886 i missionari poterono ritornare, non trovarono rovine, ma una comunità cattolica fiorente e vigorosa, tutto per suo merito.
Se la sua posizione sociale l’aiutò molto, il segreto della riuscita si trova nella sua santità e nel carisma spirituale che da essa emanava; donna di profonda preghiera, trascorreva in chiesa anche sei o sette ore al giorno, a volte fino a notte inoltrata; si dedicò ad innumerevoli opere di carità in favore di poveri, prigionieri, abbandonati, lebbrosi.
Ebbe a soffrire di varie malattie, sopportate con grande pazienza, morì il 21 agosto 1894 a 46 anni, tra lo sconforto generale del popolo malgascio. Pur non avendolo desiderato, ella fu trionfalmente sepolta nel mausoleo dei suoi antenati a Tananarive.
La causa per la sua beatificazione, fu iniziata solo il 14 gennaio 1932, per circostanze indipendenti dall’intera vicenda. È stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 29 aprile 1989, ad Antananarivo in Madagascar.

Autore: Antonio Borrelli

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Il Presidente del Madagascar negli Stati Uniti

Il presidente del Madagascar si è recato in visita negli stati Uniti la settimana scorsa.

Vi proponiamo in proposito:

  • un breve articolo in italiano e uno in inglese sull’obiettivo della visita,
  • un video in francese sull’incontro con il segretaro di Stato americano per gli affari africani;
  • il video dell’intervento tenuto presso l’ONU il 17 marzo scorso.

http://atlasweb.it/2014/03/18/madagascar-capo-dello-stato-negli-stati-uniti-possibili-accordi-579.html

Madagascar: capo dello Stato negli Stati Uniti, possibili accordi

di .  Scritto  il  18 marzo 2014  alle  5:59.

Il nuovo presidente del Madagascar, Hery Rajaonarimampianina, incontrerà responsabili della Exxon per discutere di eventuali esplorazioni petrolifere da condurre sulla grande isola dell’Oceano Indiano. Lo ha detto lo stesso capo di Stato parlando del suo viaggio negli Stati Uniti già in corso.

Rajaonarimampianina incontrerà anche i dirigenti di altre grandi società statunitensi sottolineando che per la ricostruzione del suo paese, uscito da poco da una lunga crisi politica, occorrono gli investimenti di grandi società straniere

http://en.indian-ocean-times.com/Madagascar-President-Hery-Rajaonarimampianina-will-plead-to-the-United-States-the-reinstatement-of-his-country-to-the_a3329.html

Madagascar: President Hery Rajaonarimampianina will plead to the United States the reinstatement of his country to the AGOA

Rédigé le Friday, March 14th 2014 à 08:58

Madagascar: President Hery Rajaonarimampianina will plead to the United States the reinstatement of his country to the AGOA

While the Malagasy president, Hery Rajaonarimampianina, went to the United States early next week, the new strong man of Madagascar said you want to argue for the reinstatement of his country within AGOA and this, after the exclusion of the island in 2009 in the wake of the overthrow of the former president Marc Ravalomanana.

“I’ll go to work. When we speak of the United States, we automatically think of the AGOA because this affects hundreds of thousands of jobs,” said the Malagasy president, Hery Rajaonarimampianina.

In mid-January, representatives and Malagasy emissaries, via the Embassy of the island to Washin­gton, were already invited to presenting the case to the International Trade Commission in the United States.

According to some sources relayed by the newspaper L’Express of Madagascar, the final decision will be nevertheless unveiled in November, hence probably the need for the new Malagasy president in exercise, Hery Rajaonarimampianina, no doubt accelerate the initial timetable.

As a reminder, 37 countries in sub-Saharan Africa benefit from AGOA (exemption from customs duties) for their export products to the United States.

Le Président Hery Rajaonarimampianina a été reçu au Département d’État des États-Unis, par la Secrétaire d’État adjointe aux Affaires africaines, Linda Thomas-Greenfield, hier. Une rencontre qui marque la reprise de la normalisation des relations entre Antananarivo et Washington.

http://www.youtube.com/watch?v=m4bcT8YnEow

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“Tutti i malgasci si impegnino per trovare una soluzione alla grave crisi del Paese” scrivono i Vescovi del Madagascar

http://www.fides.org/it/news/33862

1° giugno 2010

Antananarivo (Agenzia Fides)- È compito dei malgasci trovare una soluzione alla crisi politica che da un anno e mezzo affligge il Paese. È quanto affermano i Vescovi del Madagascar in una lettera pastorale pubblicata al termine della riunione plenaria della locale Conferenza Episcopale.
Nel documento, inviato all’Agenzia Fides, i Vescovi prendono atto della situazione difficile del Paese. “L’insicurezza- si legge- regna dappertutto, le famiglie sono divise, la disoccupazione aumenta, le divergenze politiche provocano disordini, stupefacenti di ogni genere si diffondono dappertutto”. I Vescovi deplorano inoltre che “alcuni media deviano dalla loro vocazione di informare attizzando passioni che potrebbero scatenare una guerra civile. L’esercito, ultimo baluardo della nazione, è stato messo a dura prova negli ultimi tempi”. Dal marzo 2009, a seguito delle dimissioni del Presidente Marc Ravalomanana, sull’onda delle pressioni dell’opposizione e di una parte dell’esercito, il Madagascar vive una grave crisi politica e istituzionale, perché i partiti locali non riescono ad accordarsi per indire elezioni libere e trasparenti.
La Conferenza Episcopale critica le divisioni politiche che impediscono di trovare una soluzione alla crisi: “il dialogo è bloccato perché nessuno vuole ascoltare l’altro a causa dei sospetti e dell’odio reciproci. Di conseguenza nessuno cerca il bene comune, e il patriottismo perde di vigore”
Le chiese, che in Madagascar hanno una grande importanza, “hanno perso la loro dimensione profetica, il loro ruolo di comunione e la loro missione di guida non sono più visibili”. I Vescovi affermano “di essere preoccupati del rischio di strumentalizzazione della fede cristiana, che è contraria all’insegnamento della Chiesa cattolica”.
Di fronte all’insuccesso riscontrato finora dai diversi mediatori internazionali, i Vescovi richiamano i malgasci a impegnarsi in prima persona per risolvere la crisi. “La mediazione internazionale è necessaria, ma tutti costatano che ha forti limiti, perché siamo noi malgasci all’origine del problema, e solo noi potremo trovare la vera soluzione”.
I Vescovi esortano i malgasci alla conversione, all’impegno e al ritorno  A questo proposito esiste un detto locale che si può tradurre in modo non letterale come “la relazione è più importante del denaro”. Un concetto che è richiamato nella lettera, che afferma: “Il Fihavanana è molto malato. L’amore del denaro e la ricerca smisurata della gloria ne sono le cause. Questo esige una soluzione urgente e chiara non solo a livello politico, nella ricerca di una vera comunione e di una vera solidarietà, nel rispetto dei diritti dell’uomo, nella verità e nella carità che Cristo ci insegna”.
Nel ribadire che “la Chiesa cattolica non ha progetti politici da proporre”, i Vescovi concludono chiedendo “elezioni trasparenti. Questo esige la partecipazione di tutti nell’organizzazione perché la sua realizzazione sia perfetta”.

(L.M.) (Agenzia Fides 1/6/2010)

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Raddoppiate le importazioni di riso

http://marianna06.typepad.com/il_mio_weblog/2014/03/madagascar-isola-continente-di-cui-si-parla-poco.html

Dal 2012 al 2013 sono raddoppiate le importazioni di riso, che hanno raggiunto quota 410.000 tonnellate.

Il dato e l’analisi del suo significato economico e politico sono contenuti in uno studio stilato dall’Osservatorio del riso del Madagascar e da istituti partner stranieri.

Le importazioni record vengono ricollegate a scarse piogge e alle successive invasioni di cavallette che hanno fatto diminuire del 12% la produzione nazionale dell’isola rispetto all’anno precedente.

Alle avversità climatiche e ambientali si aggiungono fattori strutturali che pesano negativamente su una produzione agricola vitale per la popolazione, tra le più grandi consumatrici di riso al mondo con 111 chili l’anno pro capite.

Un’inversione dei dati imputata a infrastrutture carenti, assenza di un settore commerciale organizzato e bassa produttività delle piantagioni.

In Madagascar si è creata una situazione paradossale per cui l’importazione di riso costa meno rispetto al consumo di riso locale.

Lo ha sottolineato il Centro di cooperazione internazionale di ricerca agronomica per lo sviluppo (Cirad), con sede in Francia.

Fino agli anni 70’ del secolo scorso la grande isola africana dell’Oceano indiano riusciva addirittura ad esportare i suoi eccedenti di riso.

A distanza di 40 anni i tre quarti dei malgasci che vivono e lavorano in zone agricole, le più estese, dichiarano di non produrre quantità sufficienti per sfamare la propria famiglia.

Ma nel 2013, anno in cui si sono svolte cruciali elezioni presidenziali e legislative, l’incremento delle importazioni è stata una scelta del governo per mantenere stabile e basso il livello dei prezzi sui mercati locali, quindi assicurare una situazione di pace sociale in vista del voto.

Inoltre la crisi del settore risicolo è da ricollegare alle successive crisi politiche ed istituzionali che hanno ridotto ai livelli minimi gli interventi pubblici a favore dei contadini, ma non solo.

Per non parlare degli aiuti allo sviluppo della comunità internazionale sospesi in più occasioni dopo colpi di Stato e cambiamenti di potere considerati nient’affatto democratici.

E una censura spietata, che ha sempre messo il bavaglio ai “media”, perché non si sapesse. 

E ,con le pance vuote e il cervello in panne, sotto qualunque cielo,  non può esserci, com’è noto, mai crescita né sociale né politica per la gente comune.

Solo i pochi ricchi, che pur ci sono, sono quelli che divengono ancora più ricchi.

E, ovviamente, dispotici a oltranza.

 

         a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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Il merletto in Madagascar

fonte: http://www.fioretombolo.net/madagascar.htm

Verso la metà del XIX secolo giunsero nel Madagascar le Suore della Congregazione di S. Giuseppe di Cluny e si potrebbe supporre che avessero avviato l’insegnamento al merletto, visto che nel 1922 venne pubblicato un libro che descriveva il “Cluny del Madagascar”§. Lo stesso libro ci descrive la foggia del merletto eseguito su un disegno rotondeggiante similare ai motivi dei raggi del sole come il Teneriffe. La particolarità del punto è sempre il punto spirito che prevale su tutti i disegni del classico Cluny.

Un libro datato 1905 ci informa però che il merletto a fuselli in Madagascar venne introdotto per certo da alcune dame europee verso il 1880. La popolazione femminile malgascia, specialmente le giovinette Hovas, era ben predisposta ad apprendere l’arte del merletto da divenirne l’occupazione preferita.

 giovani ragazze hovas.jpg - 25.83 KbInizialmente i merletti venivano realizzati solo in seta, in seguito venne introdotto il lino e il cotone. Il generale francese, Joseph Simon Gallieni governò il Madagascar dal 1896 al 1905, negli anni del suo operato si occupò nel favorire l’insegnamento e lo sviluppo del merletto in questa grande isola.

  • Claudine Randriambololona Rabenja ha fondato nel 1995 una società in Madagascar che impiega 60 persone. Osservando l’apprezzamento dei turisti verso le attività artigianali malgasce ha ben pensato di metter a buon frutto gli insegnamenti della donne al lavoro sulle spiagge.jpg - 87.02 Kbmadre, una esperta ricamatrice. Insegnò alle donne del luogo l’arte del ricamo, della sartoria e confezione . Ora i suoi prodotti vengono venduti in tutti i negozi del Madagascar ed esportati in Francia, Svizzera, Canada e Stati Uniti. 

 A Nosy Be si possono ammirare le creazioni delle donne Sakalava: tende e tovaglie ricamate a tombolo.

  • giovani durante la lezione di cucito.jpg - 31.03 Kb Nel villaggio d’Ambohinaorina di Fianarantsoa, un medico Suor Valérie « Francescana Missionaria di Maria » ha fondato l’Associazione Nirina, con lo scopo di aiutare e sostenere il popolo malgascio. All’interno del villaggio oltre ad assistere i malati c’è un centro femminile che aiuta le ragazze ad imparare il cucito e il ricamo, realizzano dei simpatici manufatti per poi venderli nella loro piccola esposizione e luogo di vendita. Il centro è anche una scuola vera e propria dove si impara a legger e scrivere. Nell’anno scolastico 2003-2004 ci sono stati 2lace.jpg - 100.71 Kb00 ragazzi tra i13 e i 28 anni.

 

Nei nostri acquari si mette anche una pianta proveniente da quell’isola:” Madagascar Lace”. E’ talmente perfetta; la merlettaia madre natura ha creato una delicata trina .

 

 

Ringraziamenti

Ringrazio vivamente Mr. Galen R  Frysinger per averci concesso le prime due foto e Suor Valérie dell’Asociazione Nirina ed  i siti

 

http://nirina.madagascar.free.fr/presentation.htm

 http://www.galenfrysinger.com

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