Notizie utili per il viaggio

Sulla mappa, in blu, è disegnato l’itinerario tipo del nosto viaggio.

Come arrivare: 

Volo aereo con Air-France Italia-Madagascar ( + eventualmente volo interno con Air-Madagascar) + 500 euro come cassa comune per tutte le spese, compresi gli hotel, pasti, bevande, noleggio di pulmino, biglietto d’entrata nei parchi nazionali, partecipazione ai progetti.

Documenti: 

passaporto con  una validità minima di sei mesi.

Visto d’ingresso:

ottenibile gratuitamente all’arrivo, direttamente all’aeroporto di Antananarivo.

Vaccinazioni:

Non è obbligatoria nessuna vaccinazione (eventualmente contattare l’asl più vicina e chiedere le vaccinazioni consigliate). Profilassi anti-malarica non obbligatoria, a discapito di ogni persona. Portare repellenti anti-zanzare e abiti lunghi su gambe e braccia.

Fuso orario: + 2 ore (da Greenwich).

Telefono:

A seconda delle diverse zone i telefoni cellulari funzionano e non. Solitamente non funzionano durante il giorno nei villaggi isolati, e funzionano nelle città. E’ possibile acquistare le sim telefoniche locali per una migliore ricezione e costi più contenuti.

Cucina:

A base di riso, abbinata a carne, pesce e verdure fresche. Durante il soggiorno a Fianarantsoa si consumano i pasti pomeridiani nei villaggi dove siamo ospiti, e i pasti serali nella casa famiglia cucinando insieme. Nelle occasioni restanti i pasti sono consumati in ristoranti.

Igiene:

si richiede una certa capacità di adattamento. Si consiglia di non camminare a piedi scalzi e di evitare sandali e scarpe aperte. Per chi ne fa uso in Italia, si consiglia di portare i propri medicinali.

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Lo stile di viaggio di UnicoSole

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La parola viaggio deriva dal latino viaticum, il corredo che chi si accinge a partire porta con sè. Il viaggio genera curiosità, fascino, ricerca, timore dell’altro, ansietà, paura del nuovo.

UnicoSole crede che ogni persona possa e debba impegnarsi a costruire un mondo di rispetto, giustizia,  pace, l’amore.

Per questo vi proponiamo di mettervi in gioco e  prendere parte al viaggio. 

Il metodo operativo di UnicoSole si basa sulla realizzazione di progetti   segnalati  dalle associazioni malgasce Rainay e Miaraka Aminy, nostre partner, o  direttamente dalle comunità . Il viaggio rappresenta il momento di raccolta delle proposte e di ritorno nei luoghi dove i progetti sono stati realizzati o continuano a essere finanziati:  il  programma del viaggio viene definito di volta in volta in base a questo criterio.
L’itinerario parte da Antananarivo, capitale del Madagascar, dove atterra il volo dall’Europa, e  punta verso il  centro sud del Paese, nelle zone circostanti Fianarantsoa e Ihosy, dove opera UnicoSole. 

Qui incontriamo le comunità: le ascoltiamo e condividiamo la loro vita, inauguriamo insieme le opere realizzate e ci riuniamo con i sindaci, i presidi, gli insegnanti,  i comitati dei genitori, delle scuole, che gestiscono le attività e i beni che che finanziamo.

E’ un’opportunità per condividere intensamente la vita di gruppo con i compagni di viaggio e di conoscere le persone, le tradizioni e le condizioni di vita. Viviamo nei villaggi con le popolazioni e nelle case famiglia dell’associazione, insieme ai ragazzi. Incontriamo le persone, facciamo festa con loro, ascoltiamo le loro necessità e i desideri. Persone che sorridono alla vita, sempre piene di gratitudine, che mettono al primo posto la famiglia e la disponibilità per gli altri.

E poi la natura: il Madagascar è un Paese meraviglioso, unico al mondo per la sua eccezionale biodiversità, dai lemuri ai baobab, ai tramonti che dilagano nei cieli limpidi, alla cascata di stelle dell’emisfero rovesciato.

Se vuoi venire, contattaci! 

Camminando si apprende la vita
camminando si conoscono le persone
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina, guardando una stella
ascoltando una voce,
seguendo le orme di altri passi.
Cammina, cercano la vita,
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo
del cammino percorso.

 Ruben Blades

E tu, perchè viaggi?

 

 

 

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Convocazione del Consiglio Direttivo del 20 febbraio 2014

E’ convocata per il 20 febbraio 2014, alle 20.30, presso la sede dell’associazione,  in via Roccolo 39 a Seriate la riunione del consiglio direttivo.
Come di consueto la riunione è aperta a soci e simpatizzanti.

L’ordine del giorno previsto è:
1- Lettura e approvazione del verbale della precedente riunione
2 – Accettazione eventuali nuovi soci
3 – Viaggio in Madagascar in partenza
4 – Corrispondenza con il Madagascar
5 – Sito internet
6 – Prime bozze dei bilanci consuntivo e preventivo
7 – Preparazione dell’assemblea del 23 marzo 2014
8 – Sottoscrizione a premi in occasione del pranzo sociale dell’8 giugno 2014

Un cordiale saluto a tutti
Elide Longa

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Programma della visita in Madagascar dal 1 al 16 marzo 2014

Sabato 1° marzo Angelo, Fabio , Enrico, Mirco e Antonio partono per il Madagascar, dove saranno impegnati nei lavori nell’allevamento di Ihosy: la messa in opera del bacino per l’acqua potabile e la sua distribuzione, l’elettrificazione dell’allevamento e l’insegnamento nella lavorazione della carne suina soprattutto nell’insaccare cotechini e salami.

E’ un nuovo passo in avanti verso progetti di autosviluppo, di creazione di lavoro per i giovani, di autofinanziamento dei progetti sociali in Madagascar. 

Li seguiremo pubblicando tutte le notizie che ci invieranno.

Buon viaggio e buon lavoro!

Programma della visita in Madagascar dal 1° al 16 marzo 2014

sabato 1 marzo    Partenza da Milano Linate alle 7,40 arrivo ad Antananarivo alle ore 23:00. Trasferimento in albergo
domenica 2 marzo Tanà 8:30 Messa da P. Pedro. Cambio, artigianato alla diga.
lunedi 3 marzo Tanà                          acquisto materiale, visita cava di P. Pedro. Ore 23:00 arriva Angelo
 

martedi 4 marzo

Colazione e alle 6:30 partenza per Ambositra.

Ore 14:00 visita liceo Tsarasaotra, e scuola di Manarinony, artigianato da Jean

mercoledi 5 marzo Ore 6:30 colazione e partenza per Fianara, pranzo in albergo.

Visita casa famiglia Rainay e Miaraka aminy, cena in albergo con l’associazione Rainay e Miaraka aminy

giovedi 6 marzo Ore 6:30 colazione e partenza per Ihosy, pranzo in albergo a Ihosy e nel pomeriggio sistemazione materiali, programmazione e inizio lavori all’allevamento “Tsara atody
venerdi 7 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo
sabato 8 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 13,00 pranzo da René. Ore 15:00 partenza per Ranohira
domenica 9 marzo Ore 9:00 Messa in parrocchia a Ranohira, visita parco, piscina, Ilakaka. In serata rientro a Ihosy
lunedi 10 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo.
martedi 11 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo.
mercoledi 12 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 continuazione lavori, cena in albergo.
giovedi 13 marzo Ore 6:00 colazione, ore 7:00 inizio lavori ore 12,30 pranzo da René, 14:00 partenza per Fianarantsoa, Cena in albergo con l’associazione Rainay e Miaraka Aminy
venerdi 14 marzo Ore 7:00 colazione, ore 8:00 incontro con l’associazione Miaraka Aminy. Ore 14:00 incontro con l’associazione Rainay e presentazione della situazione dei ragazzi ed eventuali progetti. In serata saluto ai ragazzi.
sabato15 marzo Ore 6:00 colazione, 6:30 partenza per Tana con eventuale fermata ad Ambositra
domenica 16 marzo Ore 01:40 partenza per Parigi

 

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Quando sarete sulla nostra isola

Quando sarete sulla nostra isolamadagascar2011 1417.jpg - 131.33 Kb
non scuotete i nostri bambù,
non spaventate i nostri coccodrilli,
non sparpagliate i nostri ciottoli.

Quando sarete sulla nostra isola
non andate più lontano delle nuvole,
prendete qualche conchiglia
per i bambini delle vostre città.

Partite, ritornate verso il mare
con le vostre macchine e le vostre strade
e le vostre navi in ferro.

Lasciate danzare il vento,
lasciate cantare il silenzio,
lasciate sognare l’Oceano.

Quando sarete nella nostra isola
non invadete i nostri villaggi,
non insegnate il vostro Vangelo
e lasciate i nostri saggi alla loro filosofia.

Quando sarete nella nostra isola
lasciate i nostri mari, i nostri fiori e i nostri pesci
alla loro esistenza tranquilla
come ai vecchi tempi di Robinson.

(Roger Kha)

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Storia recente

Breve storia del Madagascar

Riportiamo qui alcune pagine interessanti della storia recente del Madagascar

Progetto di archivio fotografico della storia del Madagascar

Il piano Madagascar, progetto concepito dal governo della Germania Nazista per trasferire la popolazione ebraica dell’Europa sull’isola del Madagascar.

Il progetto Madagascar: memorandum stilato da Franz Rademacher per Ribbentrop, Berlino, 3 Luglio 1940.

 

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Il progetto «Madagascar»

Memorandum stilato da Franz Rademacher per Ribbentrop, Berlino, 3 Luglio 1940.

La questione ebraica nel trattato di pace

La imminente vittoria dà alla Germania la possibilità, e a mio avviso anche il dovere, di risolvere la questione ebraica in Europa. La soluzione ambita è: tutti gli Ebrei fuori dall’Europa. Il compito del Ministero degli Esteri è:

a) di includere questa richiesta nel trattato di pace e di insistere sulla stessa anche con negoziati separati con i paesi europei non coinvolti nel trattato di pace;

b) di assicurare, nel trattato di pace, il territorio necessario per l’insediamento degli Ebrei e di determinare i principi di cooperazione per questo problema con i paesi nemici;

c) di determinare una collocazione sotto una legge internazionale del nuovo insediamento ebraico d’oltremare;

d) come misure preparatorie:
1) chiarificazione dei desideri e dei piani dei dipartimenti competenti del Partito, dello Stato e delle organizzazioni di ricerca in Germania, e il coordinamento di questi piani con i desideri del Ministro degli Esteri del Reich, compresi i seguenti:
2) preparazione di un rapporto sui dati effettivi disponibili in varie sedi (numero degli Ebrei in vari paesi), uso delle risorse finanziare per mezzo di una banca internazionale;
3) negoziazione su questa materia con il nostro alleato, Italia.

Per quanto concerne l’inizio del lavoro preparatorio, la Sezione D III ha già contattato il Ministro degli Esteri del Reich attraverso il Dipartimento Germania [affari interni]. ed ha ricevuto istruzioni di partire senza indugio con il lavoro preparatorio. Ci sono già state disamine con l’Ufficio del Reichsführer SS al Ministero degli Interni e diversi dipartimenti del Partito. Questi dipartimenti approvano il piano della Sezione D III, che segue:

La Sezione D III propone una soluzione della questione ebraica: secondo il trattato di pace la Francia dovrà rendere disponibile l’isola del Madagascar per la risoluzione della questione ebraica e trasferire e rimborsare i circa 25.000 cittadini francesi che vivono lì.
L’isola sarà trasferita sotto mandato tedesco. La baia di Diego Suarez e il porto di Antisirane, che sono di importanza strategica, diverranno basi navali tedesche (se la marina militare lo ritiene, queste basi navali saranno estese anche alle rade di Tamatave, Andevorante, Mananjara, etc.). In aggiunta a queste basi navali appropriate aree del paese verranno escluse dal territorio ebraico (Judenterritorium) per la costruzione di basi aeronautiche. La parte dell’isola non necessaria per gli scopi militari sarà posta sotto l’amministrazione di un governatore della polizia tedesca che sarà alle dipendenze del Reichsführer SS. Tolto questo, gli Ebrei una propria amministrazione del territorio: i loro sindaci, la loro polizia, le loro poste, le loro ferrovie, etc. Gli ebrei saranno congiuntamente responsabili delle valuta dell’isola. A questo fine le loro precedenti risorse finanziarie in Europa saranno trasferite in uso ad una banca europea da istituire per lo scopo. Così che, siccome le risorse non sono sufficienti per pagare la terra che riceveranno e per acquistare in Europa i beni necessari per lo sviluppo dell’isola, gli Ebrei potranno ottenere crediti da questa stessa banca.

Siccome il Madagascar sarà solo un mandato, gli Ebrei che ci vivranno non potranno acquisire la cittadinanza tedesca. D’altra parte, gli Ebrei deportati in Madagascar perderanno la cittadinanza dei paesi europei a partire dalla data di deportazione. Diverranno invece residenti del mandato del Madagascar.

Questa soluzione preverrà la possibilità di istituzione da parte degli Ebrei di un proprio Stato Vaticano in Palestina, e l’opportunità di sfruttare ai loro scopi l’importanza simbolica che Gerusalemme ha per i cristiani ed il mondo islamico. Per di più gli ebrei rimarranno in mano tedesca a garanzia del buon comportamento dei membri della loro razza in America.

La dimostrazione di generosità data dalla Germania nel permettere agli Ebrei una autonoma amministrazione culturale, economica, amministrativa e legale potrà fare essere usata a scopi propagandistici; potrà essere enfatizzato allo stesso tempo il nostro tedesco senso di responsabilità verso il mondo proibisce di donare uno stato sovrano ad una razza che non ha avuto uno stato indipendente per migliaia di anni: questo richiede ancora il giudizio della storia.

Berlino, 3 Luglio 1940
firmato Rademacher

Fonte: http://www.olokaustos.org/archivio/documenti/atti/radplan.htm

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Il piano “Madagascar”

Non tutti sanno che….

Il Piano Madagascar era un progetto concepito dal governo della Germania Nazista per trasferire la popolazione ebraica dell’Europa sull’isola del Madagascar.

Per diversi anni la cosiddetta judenfrage (la “questione giudaica”) trovò una soluzione teorica nel concetto di emigrazione. Spingere gli ebrei tedeschi ad uscire volontariamente dalla Germania fu l’obiettivo delle leggi di definizione, di espropriazione, di disumanizzazione. Tuttavia la politica seguita per spingere gli ebrei ad emigrare trovò un successo soltanto parziale. All’epoca dell’invasione della Polonia (1° settembre 1939) la situazione ebbe una radicale modificazione. Da un lato si apriva uno “spazio vitale” (Lebensraum) verso Est nel quale convogliare gli ebrei tedeschi attraverso una azione coordinata di deportazione, dall’altro si proponeva un nuovo problema ebraico da risolvere: i circa due milioni di ebrei polacchi da “sistemare” in qualche modo. Se, grazie all’occupazione di parte della Polonia, si rese possibile rendere la Germania judenfrei (libera da ebrei) attraverso la deportazione la nuova dislocazione nei grandi ghetti veniva considerata soltanto una misura temporanea verso un ulteriore spostamento. L’occupazione successiva di Olanda, Belgio e parte della Francia con le loro ampie comunità ebraiche rese la soluzione del “reinsediamento a Est” degli ebrei europei ancora più problematica. Nacque così una ipotesi che appare immediatamente astrusa se non folle in un clima di guerra: trasferire tutti gli ebrei europei in Madagascar che all’epoca era una colonia francese. I 500.000 chilometri quadrati della grande isola africana parvero ad alcuni circoli nazisti una delle soluzioni ideali per risolvere su scala europea la judenfrage.

L’idea non era sorta dal nulla. Sin dal 1885 Paul de Lagarde, nel clima di acceso antisemitismo che animava la Francia di fine secolo, aveva proposto di deportare tutti gli ebrei europei in Madagascar. L’isola era stata vista anche come possibile luogo per risolvere problemi di sovrappopolazione. In questo senso tra il 1926 ed il 1927 se ne erano interessati sia i polacchi che i giapponesi. I polacchi avevano tanto seriamente considerato l’idea da spedire nel 1937 una commissione governativa per comprendere la fattibilità del progetto. Della commissione – oltre al presidente Mieczyslaw Lepecki – faceva parte anche Leon Alter presidente della Associazione Ebraica per l’Emigrazione. La commissione non espresse un parere unanime: secondo alcuni la grande isola avrebbe potuto ospitare al massimo 60.000 persone, secondo altri non più di 2.000. Ciononostante il governo polacco continuò ad esplorare questa possibilità in ulteriori colloqui con la Francia dalla quale il Madagascar dipendeva.

Tra il 1938 ed il 1939 il governo nazista riprese in mano l’idea. Il 12 novembre 1938 Göring accennò al fatto che Hitler era intenzionato a suggerire ai Paesi occidentali un piano di emigrazione degli ebrei europei in Madagascar. Effettivamente sia il ministro Schacht, sia Von Ribbentrop si mossero in questa direzione. Ovviamente, essendo il Madagascar una colonia francese, si imponeva un accordo con Parigi che non venne realizzato. Dopo la guerra lampo che condusse alla disfatta francese, i tedeschi ripresero in mano il progetto.

Già nel maggio 1940 Heinrich Himmler si dichiarava favorevole all’idea sostenendo che essa rappresentava la migliore soluzione volendo respingere “il metodo bolscevico dello sterminio fisico di un popolo”. Tra Himmler ed Hitler seguirono nello stesso anno diversi colloqui sull’argomento e il Führer giudicò l’idea “molto valida e corretta”.

Hans Frank, all’epoca a capo del Governatorato Generale in Polonia, accolse il parere di Hitler con entusiasmo. Quasi due milioni di ebrei polacchi e i superstiti ebrei tedeschi erano stati inviati nella sua area di competenza. La soluzione Madagascar rappresentava per Frank la liberazione di un fardello che si faceva di giorno in giorno più difficile da sostenere. In una riunione a Cracovia Frank dichiarò: “Non appena le comunicazioni via mare permetteranno l’imbarco degli ebrei saranno imbarcati pezzo per pezzo, uomo per uomo, donna per donna, ragazza per ragazza. Spero signori che non avrete lamentele su questo conteggio”

L’idea godeva dell’approvazione delle alte sfere naziste ma non esisteva ancora un piano di attuazione concreto. Il ministro degli Esteri Von Ribbentrop diede ordine al suo collaboratore Franz Rademacher di predisporlo. Il Piano Madagascar doveva essere inserito nel trattato di pace con la Francia. Per questo motivo Rademacher stilò un memorandum intitolato “La questione giudaica nel trattato di pace”. Ovviamente il presupposto dal quale partiva il memorandum di Rademacher era una rapida conclusione non solo della guerra con la Francia ma anche con la Gran Bretagna. L’incontestabile controllo inglese sui mari rendeva nei fatti impossibile realizzare un piano che prevedeva lo spostamento via nave di 4 milioni di ebrei.

Contrariamente alle previsioni tedesche la Gran Bretagna dimostrò una capacità di resistenza superiore alle aspettative. Con il fallimento della battaglia d’Inghilterra e il rinvio a tempo indeterminato dell’invasione delle Isole Britanniche il Piano Madagascar cominciò ad essere considerato irrealizzabile. L’invasione dell’Unione Sovietica nel giugno 1941 rese il piano totalmente impossibile. Il suo fallimento causò l’esplorazione di nuove soluzioni alla judenfrage, la Soluzione Finale, l’annientamento fisico degli ebrei europei rimase per i nazisti l’unica opzione possibile.

Fonte: http://www.olokaustos.org/archivio/sunti/madaga.htm

 

 

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Cambiare vita in Madagascar

Vi proponiamo un estratto dell’articolo “Cambiare vita in Marocco, Egitto, Tunisia e Madagascar”, pubblicato su ilsole24ore il 28 gennaio 2014.

Marocco, Tunisia, Egitto sono stati per alcuni anni meta di cittadini europei, italiani e francesi soprattutto, che hanno scelto di cambiare vita e dedicarsi a un’attività nel settore del turismo. Dalla classica pizzeria all’apertura di un bed & breakfast in un riad a Marrakech fino all’attività di gestore di un diving sul mar Rosso, molte sono state le formule scelte per lasciare il Paese d’origine e trovare un’attività al sole del Nord Africa.

Con le turbolenze politiche degli ultimi anni però la situazione è cambiata. Non tutti i Paesi soffrono dell’instabilità politica e dei problemi economici, ma certo l’intera area oggi richiede maggiori cautela e allerta. Anche il Madagascar, anch’esso eletto da molti italiani come meta prediletta non gode di una sicurezza politica vera e propria oggi. Ma questi Paesi vantano bassi costi della vita.
 
 Al sole del Madagascar con 500 euro al mese
Molto più a sud c’è un’altra meta che ha attirato molti italiani negli anni passati: il Madagascar, al largo del Mozambico. Chi già ci vive dice che in alcune aree come Tulear (Toliara) – sulla costa sudoccidentale dell’isola – sulla linea del Tropico del Capricorno, godono del clima ideale, temperato dal mare e mai freddo, a stagioni invertite rispetto all’Italia. In generale quando in Italia è freddo in Madagascar è piena estate. “Grazie al basso costo della vita, in Madagascar si può vivere bene già con soli 500 euro – dice Vittorio Conte (www.azmadagascar.info) che si occupa di agevolare gli investimenti in Madagascar da parte di cittadini europei – e viste le basse retribuzioni locali con 35 euro al mese si può avere personale di servizio”.
Il mattone se in affitto viaggia su canoni da 83 a 200 euro al mese. La pasta costa un po’ più che in Italia, poco cari sono pesce e carne. Per un pasto in un ristorante locale di tipo medio difficilmente si spende più di 7-8 euro. La situazione politica non è stata stabile per cinque lunghi anni ma venerdì scorso è stato eletto il nuovo presidente che dovrebbe portare stabilità.
Il Paese vive una fase di espansione delle costruzioni, a macchia di leopardo però. A Nord, a Nosy Be, zona interessata da traffici e prostituzione. Qui 100 mq costano 100mila euro. A Sud invece la vita è più tranquilla e i costi del mattone contenuti: 100 mq costano 30mila euro. Per una villa sul mare con piscina e materiali europei (marmo, etc) i prezzi salgono a 300/400mila euro.
E la sanità? “La formazione dei medici è di livello molto elevato (l’università di medicina dura 8 anni), ma il limite è di non disporre di mezzi e attrezzature – dice Conte -. Una buona assicurazione sanitaria privata costa 400-500 euro all’anno, ma la visita di un primario costa 3-4 euro. Con un’ora di volo poi si arriva a La Réunion dove si può avere l’assistenza sanitaria europea gratuita”.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile sulla pagina web

http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2014-01-28/cambiare-vita-marocco-egitto-143514.php?uuid=AbYz3UJJ

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